Vieste (FG)

La perla sulla punta dello sperone d’Italia.

Il post di oggi è il primo con un numero corposo di immagini, una soluzione quasi inevitabile per permettervi di godere delle bellezze di Vieste, perché qui c’è molto da vedere. Per raggiungerla occorre spingersi all’estremità orientale del promontorio del Gargano, il tratto di strada da percorrere una volta lasciata la A14 è abbastanza lungo, ma il paesaggio che si ammira lungo il tragitto ripaga ampiamente del sacrificio se non siete turisti frettolosi. Per raccontare la tappa di oggi partiamo dallla lunga ed ampia spiaggia di Castello, situata a sud del centro abitato, inizia dal monolito bianco alto 25 metri posto all’estremità settentrionale della spiaggia e chiamato Pizzomunno, a pochi metri dall’alta falesia bianca su cui è costruito il centro storico. Secondo alcune leggende lo scoglio sarebbe il corpo pietrificato del giovane di cui porterebbe il nome, il quale era innamorato di una bellissima ragazza di nome Cristalda. Incatenata negli abissi del mare per gelosia dalle sirene che avevano cercato invano di sedurre il giovane offrendogli l’immortalità se fosse diventato il loro re ed amante. Pizzomunno fu pietrificato dal dolore sulla riva del mare. Una notte, una volta ogni cento anni, i due innamorati si ritrovano ma al sorgere del sole il sortilegio delle sirene fa ritornare Pizzomunno di pietra mentre Cristalda torna in fondo al mare. Nelle fredde e ventose giornate d’inverno nei vicoli del centro storico si ode il lamento di Cristalda che piange Pizzomunno tra il rumore del vento e del mare in tempesta. Salendo sul punto più alto del centro storico, dominato dal castello, si può fare una bella passeggiata tra innumerevoli vicoli che spesso sbucano in sorprendenti affacci a picco sul mare. Da non perdere la Concattedrale ed il suo campanile barocco. A poca distanza un luogo impressionante per la storia feroce di cui è stato testimone, si tratta della cosiddetta “Chianca amara”, una pietra su cui dal 18 al 21 luglio 1554 il pirata turco Draguth Rais fece trucidare decine di donne, vecchi e bambini. Segnaliamo infine la Chiesa di San Francesco, situata in posizione scenografica alla fine di un promontorio proteso nel mare. La sera, oltre ai caratteristici vicolo del centro storico è molto animato il lungo corso Fazzini, situato nella parte pianeggiante della città.

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